Un itinerario fra biblioteche d’autore

di Arianna Andrei e Barbara Allegranti

Una mostra bibliografica  sul Fondo antico e le Collezioni storico- scientifiche, per l’inaugurazione dell’anno accademico 2013-2014

In occasione del Simposio «Il futuro dei libri. Biblioteca, editoria e digitale», organizzato dalla Scuola Normale Superiore per l’inaugurazione dell’anno accademico 2013-14, la Biblioteca della Scuola ha proposto alla comunità scientifica ed alla città di Pisa, un’esposizione tematica di edizioni di pregio,  provenienti dalle raccolte del Fondo antico e delle Collezioni storico-scientifiche.

Aperta al pubblico dal 19 al 26 ottobre, nella Sala della Chiostra del Palazzo del Capitano, l’iniziativa è stata inserita nelle manifestazioni  «Il Mese del Libro» e «In Biblioteca perché c’è il Futuro della tua Storia», promosse dalla Provincia di Pisa e dalla Regione Toscana, ed ha visto la partecipazione di oltre 150 visitatori.

Il titolo della mostra, e del catalogo a stampa, Un itinerario fra biblioteche d’autore, sottolinea una peculiarità della nostra Biblioteca: la presenza di molte raccolte librarie private, appartenute a personalità della cultura umanistica e scientifica, nelle quali sono riflessi i percorsi di ricerca e il retroterra culturale dell’autore, le relazioni  intrattenute con altri studiosi, e  le tendenze dell’epoca in cui è vissuto.

Composta da 40 edizioni provenienti per la maggior parte dalle raccolte di Eugenio Garin e Delio Cantimori, e in misura minore da quelle di Michele Barbi, Arturo Moni, Arnaldo Momigliano e Alessandro Torri, e dei matematici Enrico Betti, Luigi Bianchi e Cesare Finzi,  l’esposizione ha avuto una finalità principalmente divulgativa nei confronti di un pubblico di non specialisti, tramite l’uso di didascalie e la possibilità di visite guidate, riproponendo ed ampliando una mostra già sperimentata con successo nel 2008.

Articolata in undici sezioni tematiche, frutto di un lavoro interdisciplinare realizzato insieme ad alcuni ex allievi, perfezionandi ed assegnisti della Scuola (Lucio Biasiori, Carlo Alberto Girotto,  Sara Miglietti e Dario Trevisan), la mostra ha delineato le caratteristiche di base del libro antico,  e ha esposto, nell’ultima parte,  alcune edizioni scientifiche rare, che testimoniano i fondamenti  teorici della Scuola matematica pisana.

La prime tre sezioni (Il Torchio e le Marche Tipografiche, Frontespizi e antiporte) hanno evidenziato alcuni elementi peculiari del libro antico, mostrandone la nascita come manufatto, il valore artistico delle marche e l’uso  del frontespizio illustrato.

Tra le altre  si segnala un’edizione del Cinquecento (Petri Criniti … De honesta disciplina … Parigi, 1511 –  Figura 1) con  una delle prime raffigurazioni del torchio tipografico, usata come marca dal tipografo-editore Josse Bade, ed alcune edizioni in folio, con antiporte calcografiche, di grande bellezza, tra cui l’opera di Jean Leger, Histoire générale des églises évangéliques des vallées de Piémont ... (Leida, 1669 –  Figura 2), che documenta con immagini drammatiche le persecuzioni subite dai Valdesi nel Seicento, nelle valli piemontesi.

Le sezioni dedicate alle Legature,  ai Segni di provenienza ,  ed agli Emblemi hanno  mostrato, a campione, il valore dell’esemplare come copia unica posseduta da istituzioni o privati,  che può differenziarsi da altre per la presenza, di segni di provenienza,  per il tipo di legatura e per le acquarellature, commissionate dal possessore.

Rilevanti, in queste sezioni, un’opera di Giulio Landi (Attioni morali… Venezia, 1584), nell’esemplare appartenuto a Garin e proveniente dalla raccolta di Ulisse Aldrovandi, come testimoniato dalla nota di possesso sul frontespizio, e gli Emblemata di Paolo Maccio (Bologna, 1628),  di notevole valore artistico  per la raffinata acquarellatura delle immagini.

Nelle due sezioni dedicate a Fermenti religiosi e circolazione delle idee e alla Censura libraria fra Cinque e Seicento si ricorda, fra gli altri,  l’esposizione di un esemplare delle Prediche di Savonarola (Venezia, 1510), emendato con note manoscritte dal Maestro del Sacro Palazzo, proveniente dal fondo Cantimori,  e l’edizione emendata del Decameron di Boccaccio (Firenze, 1573), proveniente dal fondo Barbi.

Nelle Edizioni rare e di pregio si evidenza  il trattato di calligrafia di Giovan Battista Palatino (Compendio … dell’arte del bene et leggiadramente scrivere …Venezia, 1578) e l’edizione splendidamente illustrata dei Documenti d’amore di Francesco da Barberino a cura di Federico Ubaldini (Roma, 1640).

La sezione dedicata alle Tre Corone mostra la ricchezza di edizioni rinascimentali di Petrarca, Dante e Boccaccio, nelle biblioteche di Torri, Moni, Garin e Barbi, che ben rappresentano la tradizione filologica della Scuola. Oltre le edizioni della Commedia e l’opera omnia di Petrarca (Basilea 1554 e 1581) è da segnalare, per il testo di Dante e l’intera tradizione della lirica toscana,  la Giuntina di rime antiche  (Firenze, 1527- Figura 3), di cui la biblioteca possiede anche la successiva riedizione del 1532, in un esemplare reso unico da annotazioni manoscritte  cinquecentesche, che fu oggetto di scambio epistolare tra Alessandro D’Ancona e Michele Barbi.

L’ultima sezione,  dedicata a  Le Collezioni storico-scientifiche e la Scuola Matematica Pisana, ha mostrato alcune edizioni rare di Betti, Dini e Bianchi, che ne furono fra i principali protagonisti, accomunati dalla volontà di organizzare le teorie matematiche, per ottenere con una chiara esposizione didattica

Fra queste si evidenzia un’edizione litografica dell’Analisi infinitesimale di Dini (Pisa, 1878 –  Figura 4), appartenuta al fondo Finzi, di grande pregio estetico, per la riproduzione del testo e delle notazioni matematiche in forma manoscritta.

Una valutazione delle mostre bibliografiche come evento culturale, che riflettano un percorso di ricerca e non siano una mera vetrina di “rarità”, deve tener  conto del lavoro biblioteconomico che le supporta, nei suoi aspetti tecnici, come la catalogazione, e nei suoi sviluppi culturali e didattici, affiancandosi nell’indagine delle collezioni agli studiosi che le utilizzano.

A tal fine si delinea la composizione delle collezioni antiche e storico-scientifiche da cui è scaturita la selezione degli esemplari esposti, e la creazione degli itinerari, rinviando al sito della Biblioteca per approfondimenti sul loro profilo tematico, e sulle numerose iniziative di valorizzazione realizzate in questi anni, anche in collaborazione con i Centri di ricerca della Scuola, per progetti di digitalizzazione.

Il Fondo antico della Biblioteca della Scuola Normale Superiore, conservato nella sede del Palazzo del Capitano, è costituito da circa 10.000 volumi, di cui oltre 1400 edizioni del XVI secolo.

Il completamento dell’attività di catalogazione, secondo lo standard Unimarc, comprensiva di note d’esemplare, ne permette una piena fruibilità attraverso il catalogo on-line, con una molteplicità di parametri di ricerca, che ha contribuito ad incrementarne notevolmente la consultazione.

La collezione è suddivisa in tre raccolte principali, il Fondo storico, il Fondo antico Delio Cantimori e il Fondo antico Eugenio Garin, ed ha preminente carattere filologico-letterario e storico-filosofico, ma è dotata anche opere scientifiche,  e si è formata dalla seconda metà dell’Ottocento, soprattutto tramite donazioni o acquisizioni di biblioteche private.

Nel Fondo storico (circa 2200 volumi) è confluita la collezione di Alessandro Torri, nucleo iniziale della Biblioteca,  ricca di edizioni dantesche ed acquisita nel 1855 in cambio di un vitalizio,  e la collezione di  Arturo Moni, di rilevanza bibliografica per la vastità delle discipline rappresentate, dalla filosofia alle scienze naturali,  acquistata nel 1938 per volere di Giovanni Gentile, allora Direttore della Scuola.

Il Fondo antico Delio Cantimori (circa 2900 volumi), acquisito nel 1969, insieme alla biblioteca moderna (oltre 33.000 volumi),  ha prevalente carattere storico-filosofico, e riflette i percorsi di ricerca dello studioso, con opere di storia della Chiesa, della Riforma, delle eresie e dei riformatori sociali del Settecento, e molte edizioni di pregio che testimoniano l’attenzione  anche al valore iconografico del libro.

È di acquisizione più recente la grande biblioteca di Eugenio Garin (circa 30.000 volumi), pervenuta  nel 2005 per disposizione testamentaria dello studioso, e comprensiva di una preziosa collezione antica  (circa 2700 volumi, di cui oltre 500 edizioni del XVI secolo), ampiamente consultata.

Ricca di rarità bibliografiche, è composta da opere  di argomento filosofico, storico-letterario e scientifico, che ben testimoniano i campi di’indagine dello studioso, dalla cultura filosofica dell’Umanesimo e del Rinascimento,  agli studi su Cartesio e sulla storia della scienza e dell’Illuminismo.

Nel Fondo antico sono presenti, in numero minore,  esemplari provenienti da biblioteche  di altre personalità della cultura italiana, di cui la Scuola conserva anche buona parte dei fondi librari moderni; fra questi si ricordano le collezioni di Barbi,  Betti, Ernesto e Arturo Codignola, Flamini, Enrico Mayer, Momigliano, Nicastro, Passerin d’Entrèves e  Vidossi.

Le collezioni storico-scientifiche, collocate nella Sala di Storia della Scienza, includono la prestigiosa biblioteca del fisico-matematico Clifford Truesdell III, donata alla Scuola nel 2002, composta da classici del pensiero scientifico (circa 1600 volumi) e da una piccolo e pregevole fondo antico, e una raccolta di opere dei più importanti matematici e fisici dell’Ottocento e del primo Novecento (circa 2500 volumi)  provenienti in gran parte dalle biblioteche di Enrico Betti,  Cesare Finzi e Luigi Bianchi, acquisite per donazione nel 1893, nel 1908,  e nel 1994

Il progetto Edizione Nazionale Mathematical Italiana, promosso dal Centro Ennio De Giorgi, ha digitalizzato numerose edizioni provenienti da questa raccolta di pregio, che permette una ricostruzione ideale della ricerca matematica e fisico-matematica svolta a Pisa nell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento.

Il pregio bibliografico del Fondo antico e delle Collezioni storico-scientifiche, il lavoro di catalogazione e la ricerca di collaborazioni interdisciplinari, hanno dato vita in questi anni a numerose iniziative di valorizzazione; la mostra “Un itinerario fra Biblioteche d’autore”, e il suo catalogo a stampa, sono state ulteriori occasioni per promuovere la conoscenza delle collezioni della Biblioteca della Scuola Normale  che, con i suoi oltre 900.000 volumi a scaffale aperto, rappresenta una  ricchezza per la comunità scientifica nazionale ed internazionale.

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