Sofocle in Piazza dei Cavalieri: nasce il laboratorio teatrale della Normale

di Francesco Morosi

Sembrerà un anacronismo, ma da qualche tempo a questa parte Sofocle si aggira curioso per la Piazza dei Cavalieri e il palazzo della Carovana. Che ci fa il grande tragediografo all’ombra della torre pendente? Il merito – o la colpa – è di un nuovo progetto che sta muovendo da poco i suoi primi passi: un laboratorio teatrale in Normale.

Nonostante ciò desti talvolta qualche dubbio, il tempo libero dei normalisti è spesso occupato da attività capaci di strappare anche i più pervicaci dalle serate sui libri in biblioteca. Musica suonata, cantata e ascoltata, cinema, sport di ogni natura, tornei e competizioni sono tutte iniziative segnate sulle agende di molti studenti alla SNS. In questo panorama mancava certamente almeno una voce: il teatro. Non sono pochi i normalisti che autonomamente seguono corsi di recitazione e improvvisazione (arte che in Normale può tornare spesso utile), ma la Scuola non disponeva di un suo laboratorio teatrale.

La situazione è recentemente mutata a partire da un’idea del professore di Filologia greca, Glenn Most, che, dopo aver assistito nel mese di maggio alle tragedie siracusane, ha proposto ai suoi allievi e a tutte le componenti della SNS di prendere parte ad un esperimento divertente: provare a mettere in scena entro la fine del nuovo anno accademico una pièce. Naturalmente un’esperienza simile non poteva che partire dal patrimonio teatrale greco; l’intuizione però è piaciuta a molti – non solo agli antichisti – e la macchina si è messa in moto sotto la guida dello stesso Most e degli studenti interessati, cui il professore ha lasciato grande libertà organizzativa.

Ma come si fa a rappresentare una tragedia? Se gli Ateniesi si davano parecchio da fare un motivo deve esistere: e infatti gli aspetti da mettere a punto sono stati, sono e saranno moltissimi. Anzitutto, la scelta del testo, che alla fine è ricaduta sull’Elettra di Sofocle. Questa sarà oggetto di un lavoro doppio, o addirittura triplo: sarà studiata dal punto di vista filologico al corso di greco in Normale, sarà ritradotta per intero da un gruppo di volenterosi che dovranno farne una versione teatralmente funzionale, sarà la base del lavoro degli aspiranti attori, un manipolo di circa venti coraggiosi che durante l’anno dovranno curarne ogni aspetto di messa in scena (cornice, scene, luci, costumi, last but not least recitazione).

Per farlo, i ragazzi, la maggioranza dei quali è costituita, per dirla con David Bowie, da absolute beginners, hanno deciso di avvalersi dell’aiuto costante di un’attrice professionista, che sarà per loro regista ma soprattutto guida e insegnante. La ricerca non è stata facile, e al termine di un regolare concorso l’ha spuntata Letizia Giuliani, attrice pisana che da anni collabora con i licei cittadini in iniziative molto simili alla sortita normalistica. Letizia ha subito convinto tutti e ora si è davvero pronti per l’apertura del laboratorio, che si innesta a pieno titolo tra le attività ricreative e culturali promosse dagli allievi grazie ai fondi messi a disposizione dalla Scuola.

Quello che sta per cominciare è naturalmente un esperimento, e come tale andrà valutato, sia nel suo svolgimento sia nei suoi risultati; l’obiettivo comunque è quello di costituire un nuovo polo di interesse in Normale, che sappia attirare un numero sempre crescente di ragazzi desiderosi di mettersi in gioco e diventare quindi in un futuro non troppo remoto una realtà fissa tra le molte già meritoriamente esistenti alla Scuola.

Intanto Sofocle, incolpevole, vigila e, si spera, vorrà portare un po’ di fortuna ai suoi incoscienti estimatori.

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