Ricordo di Lorenzo Foà

di Gigi Rolandi e Giovanni Ridolfi

Chiunque si sia occupato di fisica delle alte energie dagli anni ’60 fino ad oggi, come sperimentale o come teorico, ha prima o poi avuto l’occasione di incontrare Lorenzo Foà, che ci ha lasciato il 13
gennaio di quest’anno.

La carriera scientifica di Lorenzo si è sviluppata tra la Scuola Normale, dove è stato prima assistente di Gilberto Bernardini e poi professore di Fisica Generale dal 1986 al 2011, e il CERN, il
laboratorio di fisica delle alte energie punto di riferimento di tutti i fisici delle particelle in Europa a partire dal 1954.

Negli anni ’60 la nostra disciplina ha avuto un periodo di grande sviluppo: con il crescere dell’energia messa a disposizione dalle macchine acceleratrici i fisici scoprivano un mondo sconosciuto di particelle instabili, che non si trovano nella materia ordinaria. Si poneva il problema di determinare le loro proprietà, e di identificare un ordine che spiegasse il loro proliferare. In questi anni Lorenzo è stato protagonista di una interessante serie di esperimenti, effettuati a Frascati, a DESY ed utilizzando la macchina ISR del CERN. Alcuni dei risultati ottenuti allora sono oggi nei libri
di testo di fisica delle particelle elementari.

Fra i numerosi contributi di Lorenzo alla nostra disciplina, ce ne sono due che secondo noi meritano una menzione particolare.  Il primo: negli anni ’80 Lorenzo fu tra coloro che proposero e progettarono l’esperimento chiamato ALEPH, uno dei quattro che utilizzarono l’acceleratore a elettroni e positroni LEP.  Il progetto LEP, e ALEPH in particolare, segna un’epoca di grande importanza nella storia della fisica delle interazioni fondamentali. Grazie a quella serie di esperimenti, iniziati nel 1988 e conclusi all’inizio degli anni 2000, è stato possibile fornire una solida base sperimentale alla teoria che oggi consideriamo corretta delle interazioni deboli, forti ed elettromagnetiche, spingendo le misure a livelli di precisione tali da mettere alla prova i dettagli più riposti della teoria.  Oltre alla partecipazione alla fase di progettazione, Lorenzo è stato costantemente un punto di riferimento nella vita dell’esperimento, fino ad assumerne in prima persona la guida tra il 1993 e il 1994, gli anni dei risultati piu’ interessanti e duraturi.

Negli anni successivi Lorenzo ha ricoperto la carica di Direttore della Ricerca del CERN (e questo e’ il secondo passo della sua carriera che ci pare meritevole di un accento particolare). Tra le
cariche dirigenziali del CERN (che per le sue dimensioni e per il volume dei finanziamenti possiede una complicata struttura di vertice) quella di Direttore della Ricerca è quella più direttamente a
contatto con l’attività scientifica del laboratorio. Di questa fase della carriera di Foà la Storia ricorderà l’approvazione e i primi passi del progetto Large Hadron Collider, la grande macchina
acceleratrice oggi in funzione che ha permesso la scoperta del bosone di Higgs. Noi che lo abbiamo conosciuto in questo ruolo preferiamo forse ricordare la sua visione complessiva e profonda dei problemi della fisica, la sua vicinanza a tutti i suoi aspetti e la sua capacità di svolgere un ruolo di guida per l’intera comunità.

Lorenzo è poi entrato a far parte dell’esperimento CMS a LHC, e di questo si è occupato fino all’ultimo. E’ stato per molti anni alla guida del Collaboration Board svolgendo un rolo importantissimo nel rafforzamento della collaborazione e dei suoi funzionamenti interni.

Nella sua lunga carriera Lorenzo ha introdotto decine di studenti della Scuola Normale nel mondo degli esperimenti di fisica delle alte energie ed ha riunito intorno a lui una comunità di giovani fisici
italiani appassionati ed entusiasti.  Questi giovani crescendo hanno poi progettato, costruito e messo in funzione componenti principali di grandi esperimenti che hanno fatto la storia recente della fisica delle particelle. Era per Lorenzo di grande soddisfazione rivedere negli occhi dei suoi ex studenti quella scintilla di piacere e di orgoglio per la ricerca che lui aveva saputo così bene comunicare.

Il matematico ungherese Erdos era solito dire che esiste da qualche parte un Libro che contiene tutti i possibili teoremi matematici, con le più eleganti dimostrazioni, e che il compito dei matematici era quello di avvicinarsi il più possibile alle dimostrazioni del Libro. Se esiste un Libro simile per la fisica, forse adesso Lorenzo lo sta sfogliando, magari trovandoci qualcosa di suo!

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