Alessio Figalli è medaglia Fields!

di Giulia Ricciardi

AlessioAlessio Figalli, romano di 34 anni, allievo della Scuola Normale,  docente al Politecnico di Zurigo (ETH), ha conquistato la medaglia Fields, il maggiore riconoscimento mondiale per la matematica, considerato l’equivalente del Premio Nobel. L’annuncio è stato dato il primo agosto 2018, al Congresso internazionale dei matematici, a Rio de Janeiro. Gli altri tre premiati dall’Unione internazionale dei Matematici (UMI) sono stati Caucher Birkar, iraniano di origine curde,  rifugiato politico in Gran Bretagna,  docente presso l’università  di Cambridge, il tedesco Peter Scholze, dell’università di Bonn, e Akshay Venkatesh, nato a New Delhi (India), di nazionalità australiana, docente dell’università di Stanford.

Alessio Figalli è stato premiato per i suoi contributi alla teoria del trasporto ottimale (lo studio della distribuzione ideale delle risorse nei problemi del trasporto)  e alle sue applicazioni nelle equazioni differenziali parziali, nella geometria, e nella teoria della probabilità. Tra i suoi molti ed importanti contributi alla matematica, va sottolineata la soluzione  di un problema matematico, vecchio di oltre vent’anni, che coinvolge la cosiddetta equazione di Monge-Ampère, una famosa equazione differenziale introdotta nel 19mo secolo ed ora utilizzata in settori diversi, come la pianificazione urbana, o la meteorologia.

Figalli è il secondo italiano a ricevere il riconoscimento: il primo, 44 anni fa, è stato Enrico Bombieri, che alla Scuola Normale fu docente negli anni Settanta.

Per il direttore della Scuola Normale  Vincenzo Barone, l’assegnazione della medaglia Fields ad Alessio Figalli “conferma  la tradizione di eccellenza formativa che contraddistingue la Scuola Normale Superiore in tutte le discipline di base”. Sono molti, infatti, i matematici celebri passati dalla Normale, come Vito Volterra, Mauro Picone, Guido Stampacchia, Aldo Andreotti, Camillo De Lellis che oggi insegna a Princeton, e Luigi Ambrosio, che ha seguito Figalli nei suoi studi. “Alla Normale – prosegue Barone – Figalli ha trovato i suoi maestri, che presto sono diventati suoi ‘pari’ “. Barone rileva inoltre che gli studi classici di Figalli non solo “non gli hanno affatto impedito di ottenere i risultati prestigiosi che ha raggiunto”, ma gli hanno dato “ampiezza di visioni e comprensione della complessita”. Per Ambrosio, che ha seguito la formazione di Figalli, il giovane vincitore della medaglia Fields “è un problem solver, di eccezionale talento”, capace di “velocità e profondità nell’assimilazione dei lavori dei matematici che ci hanno preceduto, inventiva” e con una “personalità, al tempo stesso carismatica e di grande equilibrio, che lo rende un collega benvoluto e stimato da tutto il nostro ambiente e un ambito collaboratore nelle ricerche”. Per Ambrosio veder crescere i propri allievi è una “gratificazione quasi pari a quella che puo’ derivare dalla dimostrazione o dalla scoperta di un nuovo e importante risultato”. Osserva infine che “la medaglia Fields di Alessio va anche a premiare, indirettamente, le forti tradizioni della matematica italiana” e in particolare l’eredità di figure come Leonida Tonelli, Guido Stampacchia ed Ennio De Giorgi, tutti docenti alla Scuola Normale.

Nel 2016 Alessio Figalli aveva ricevuto per la sua ricerca un finanziamento dall’Unione Europea, e precisamente una ERC consolidator grant.

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